Il sole di febbraio su Castel Baradello

Castel Baradello

Una giornata di fine febbraio, dal profumo di primavera. Ci siamo avventurate nel sentiero che conduce al Parco Spina Verde, immerso nella natura d’inverno, con alberi spogli e i sempreverdi, foglie e rami secchi.

Il sole ci ha accompagnate per tutta la passeggiata, facendo capolino tra la vegetazione del sentiero. Dopo una salita di circa 15 minuti, costeggiando l’acquedotto di Camerlata, siamo arrivate alla parte iniziale del parco, un boschetto accogliente e in cui perdersi. Noi ci siamo perse nella scelta del sentiero da intraprendere, e alla fine abbiamo preferito quello che portava alla vista dell’Esedra, una torre esterna al complesso del Castel Baradello, con il suo laghetto. Siamo entrate un attimo, per immaginare tutte le figure storiche che in questa piccola torre vi passavano, tutte le storie che poteva aver vissuto. In quell’area, una meravigliosa vista su Como e il lago, incorniciati dalla vegetazione forgiata dalla stagione fredda.

Proseguendo il percorso che l’istinto (e anche qualche indicazione) ci ha suggerito, siamo arrivate all’antico Castel Baradello, con il suo imponente Mastio. Le mura delle costruzioni custodiscono migliaia di storie e di intemperie, e trasmettono una forza ed una resistenza secolari.

Dopo l’escursus immerse nella natura silenziosa, siamo tornate in città, verso il centro assolato, passando proprio di fronte al Duomo, proseguendo verso il lungolago di Como. Lo specchio d’acqua dai colori plumbei rifletteva la città in fine inverno, in compagnia di gabbiani sospesi dalle ali del vento.

Dopo aver goduto di questo spettacolo, ci siamo lasciate tutto alle spalle, per poterlo scrivere, per potertelo raccontare.